Terapia EMDR e alleanza terapeutica: fiducia e collaborazione per guarire dai traumi

Cos’è la terapia EMDR e come funziona

La terapia EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è un approccio psicologico riconosciuto a livello internazionale per il trattamento dei traumi emotivi e delle esperienze dolorose.
Attraverso la stimolazione bilaterale – ad esempio con movimenti oculari guidati, tocchi leggeri o suoni alternati – l’EMDR aiuta il cervello a rielaborare i ricordi traumatici in modo più adattivo, riducendo la carica emotiva negativa associata.

È una terapia efficace non solo per eventi traumatici importanti come incidenti, lutti o abusi, ma anche per difficoltà relazionali, ansia, stress, fobie e senso di colpa.
Uno degli aspetti più importanti per il successo del trattamento è la relazione di fiducia tra terapeuta e paziente, nota come alleanza terapeutica.

L’alleanza terapeutica nell’EMDR: la base del cambiamento

L’alleanza terapeutica è il legame di fiducia, collaborazione e rispetto che si costruisce tra paziente e terapeuta.
Nel percorso EMDR, questa relazione non è solo un aspetto “relazionale”, ma un vero strumento terapeutico: permette al paziente di sentirsi al sicuro anche quando riaffiorano emozioni forti o ricordi difficili.

Quando il paziente percepisce il terapeuta come una guida empatica e presente, può affrontare le proprie ferite con maggiore apertura, perché sa di non essere solo.
Come sottolineava lo psicoterapeuta Giovanni Liotti, l’alleanza terapeutica è “una danza continua di fiducia e riparazione”.

Cooperazione e fiducia: il cuore della terapia EMDR

L’EMDR si fonda sull’attivazione del sistema motivazionale cooperativo, che spinge gli esseri umani a collaborare con gli altri per raggiungere obiettivi condivisi.
In terapia, questo si traduce nella sensazione che terapeuta e paziente stiano lavorando insieme verso la guarigione.

Un bravo terapeuta EMDR non impone, ma accompagna. Invita il paziente a partecipare attivamente al processo, utilizzando un linguaggio come:

  • “Che ne pensa se esploriamo insieme questo ricordo?”
  • “Come si sente rispetto al lavoro fatto finora?”

Queste domande stimolano fiducia e partecipazione, riducendo la paura di “non farcela” o di essere giudicati.

Creare un ambiente sicuro per affrontare i traumi

Durante le sedute EMDR possono emergere emozioni intense, immagini o sensazioni fisiche forti. Per questo, il terapeuta ha il compito di creare un ambiente protetto e prevedibile, dove il paziente si senta accolto in ogni momento.

Il senso di sicurezza nasce da piccoli gesti: il tono di voce del terapeuta, la chiarezza nello spiegare ogni fase del trattamento, la disponibilità ad ascoltare senza giudizio.
Solo in un contesto di fiducia e stabilità il cervello può permettersi di rielaborare le esperienze dolorose in modo sano e integrato.

Obiettivi condivisi e collaborazione attiva

Un’altra componente essenziale dell’alleanza terapeutica è la definizione di obiettivi condivisi.
All’inizio del percorso EMDR, terapeuta e paziente stabiliscono insieme cosa si vuole ottenere: può trattarsi di ridurre ansia, migliorare il sonno, o ritrovare un senso di serenità dopo un trauma.

Durante il percorso, questi obiettivi vengono periodicamente rivisti.

Questo continuo dialogo favorisce la partecipazione attiva del paziente, che non subisce la terapia, ma la costruisce insieme al terapeuta.

Le “rotture” dell’alleanza e la loro riparazione

Ogni relazione terapeutica può attraversare momenti di distanza o incomprensione. Nell’EMDR, questi episodi vengono considerati parte del processo di crescita.
Parlarne apertamente rafforza la fiducia reciproca: “Mi sembra che ci sia stato un momento difficile tra noi, le andrebbe di parlarne?”

Questo tipo di comunicazione aiuta a riparare l’alleanza e a consolidare il senso di sicurezza, anche nei momenti di vulnerabilità.
Imparare che la fiducia può essere “riparata” è di per sé un’esperienza terapeutica: insegna che le relazioni possono guarire, proprio come le ferite emotive.

Cosa può fare il paziente per costruire una buona alleanza

Anche il paziente ha un ruolo attivo nella relazione terapeutica. Alcuni comportamenti possono favorire una connessione autentica e collaborativa:

  • Chiedere spiegazioni su ciò che accade durante le sedute EMDR;

  • Esprimere liberamente le proprie emozioni, anche quando sono difficili;

  • Condividere i propri obiettivi e i cambiamenti desiderati;

  • Parlare apertamente di eventuali dubbi o momenti di disagio nella relazione con il terapeuta.

Questo dialogo sincero permette al terapeuta di adattare il percorso alle esigenze del paziente, rendendo la terapia più efficace e significativa.

Fiducia, Cooperazione e Guarigione

L’alleanza terapeutica è il cuore pulsante del trattamento EMDR.
Senza fiducia e collaborazione, lavorare sui ricordi traumatici potrebbe risultare troppo doloroso.
Con una relazione solida e autentica, invece, il paziente può sentirsi sostenuto, affrontare le proprie esperienze con coraggio e ritrovare equilibrio interiore.

Affidarsi a un terapeuta EMDR significa scegliere un percorso in cui la relazione umana diventa parte della cura.

La fiducia costruita passo dopo passo diventa la chiave per trasformare il dolore in consapevolezza, e la sofferenza in un nuovo inizio.

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